Speranza e silenzio possono colmare il buio e la solitudine dell’uomo (novella di ignoto)
“Le quattro candele bruciando si consumavano lentamente. Il luogo era talmente silenzioso, che si poteva ascoltare la loro conversazione. La prima diceva: «Io sono la pace, ma gli uomini non mi vogliono: penso proprio che non mi resti altro da fare che spegnermi!». Così fu e, a poco a poco, la candela si lasciò spegnere completamente. La seconda disse: «Io sono la fede, purtroppo non servo a nulla. Gli uomini non ne vogliono sapere di me, non ha senso che io resti accesa». Appena ebbe terminato di parlare, una leggera brezza soffiò su di lei e la spense. Triste, triste, la terza candela a sua volta disse: «Io sono l’amore, non ho la forza per continuare a rimanere accesa. Gli uomini non mi considerano e non comprendono la mia importanza. Troppe volte preferiscono odiare!». E senza attendere oltre, la candela si lasciò spegnere. Un bimbo in quel momento entrò nella stanza e vide le tre candele spente. «Ma cosa fate! Voi dovete rimanere accese, io ho paura del buio!». E così dicendo scoppiò in lacrime. Allora la quarta candela, impietositasi, disse: «Non temere, non piangere: finché io sarò accesa, potremo sempre riaccendere le altre tre candele. «Io sono la speranza». Con gli occhi lucidi e gonfi di lacrime, il bimbo prese la candela della speranza e riaccese tutte le altre.”
E perché no la preghiera?
Dr. Alberto Scanni
Ex Direttore Istituto dei Tumori Milano
Editorialista Corriere della Sera