Ci si sta abituando al lento declino della sanità pubblica nella indifferenza generale. È il principio della “rana bollita” di Noam Chomsky, filosofo, statunitense : la rana immersa in acqua bollente, salta fuori immediatamente dalla pentola, ma posta in acqua fredda riscaldata lentamente, dapprima si adatta, ma quando bolle, stremata, non ce la fa a uscire e finisce inevitabilmente bollita. La sanità pubblica è la “rana bollita” dei nostri tempi. Viviamo il suo degrado, ci stiamo adattando alla perdita dei principi universalistici che l’hanno ispirata: assistenza gratuita, universale, uguale per tutti! Il malato in difficoltà cerca di arrangiarsi, risolve i problemi di tasca propria e si rivolge al privato, Per la salute è disposto a spendere! Ma non tutti hanno disponibilità economiche e si tengono gli acciacchi! E mentre gli ospedali pubblici “tirano la cinghia” e i malati hanno le liste di attesa , le assicurazioni propongono vantaggiose polizze sanitarie: chi può se le fa, chi non può arranca con evidente disparità sociale nel trattamento dei suoi bisogni. È auspicabile che le cose possano cambiare, ma lo scetticismo è forte, tanto più che non sono chiari gli obiettivi politici. Si vuole andare verso un rafforzamento del privato o si crede ancora nel pubblico? Si vuole risparmiare negli investimenti per il servizio sanitario pubblico perché tanto ci penserà il privato? Si vogliono lasciar andare le cose così come stanno ? Tutte domande alle quali non è facile rispondere. Chi difende il pubblico dovrebbe alzare la testa, predicare i benefici raggiunti da questa impostazione, sottolineare che spendere per il benessere dei cittadini è un investimento anziché una spesa ed è lo stato che deve pensarci in tutto e per tutto. I politici devono capire che se la gente sta bene, lavoro, occupazione, economia migliorano. Là dove le risorse scarseggiano, il sistema attinga ad altri capitoli di spesa restando orgogliosamente titolare in tutto e per tutto del bene salute.
Dr. Alberto Scanni
Ex Direttore Istituto dei Tumori Milano
Editorialista Corriere della Sera