RICERCARE NEL SILENZIO

C’è silenzio e silenzio. C’è quello che ricerchi per stare solo, c’è quello che ritrovi casualmente e c’è anche quello obbligato tipo quello della maestra a scuola. Un silenzio, dunque, subìto e un silenzio ricercato, un silenzio contemplativo davanti a un panorama e un silenzio meditativo, dove in intimità si muovono pensieri, emozioni, ricordi, nostalgie sensazioni. Un silenzio in cui rivai e fai bilanci. Un silenzio, in cui ti fai domande e cerchi i perché. Perché ai quali non è facile rispondere. Ripensi al bello che hai avuto, ma anche a quelle prove dure che ti hanno sconvolto la vita.  Comprendi che non hai risposte umane a quello che ti accade, che dopo eventi drammatici la tua vita non potrà più essere la stessa e i tuoi Credo vacillano. Cerchi di elaborare un futuro, ma c’è un vuoto e pensi con nostalgia a quando avevi fede in un “Rapporto Muto” di confidenza che ti dava pace. Nel silenzio della notte sperimenti la voglia dell’altro. Dell’altro umano (affetti, amicizie, amori defunti) ma anche dell’Altro, con la A maiuscola. Un fatto che riempirebbe quella tua solitudine. E allora continui a cercare e questa tua ricerca è già preghiera. 

Dr. Alberto Scanni
Ex Direttore Istituto dei Tumori Milano
Editorialista Corriere della Sera 

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RICERCARE NEL SILENZIO

C’è silenzio e silenzio. C’è quello che ricerchi per stare solo, c’è quello che ritrovi casualmente e c’è anche quello obbligato tipo quello della maestra a scuola. Un silenzio, dunque, subìto e un silenzio ricercato, un silenzio contemplativo davanti a un panorama e un silenzio meditativo, dove in intimità si muovono pensieri, emozioni, ricordi, nostalgie sensazioni. Un silenzio in cui rivai e fai bilanci…

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AGNOSTICO

Da una parte c’è il credente dall’altra c’è l’ateo, in mezzo l’agnostico, pieno di dubbi, che più pensa più si trova disarmato di fronte al mistero della vita. Quando guarda il cielo stellato, stelle morte ma che fanno ancora luce, che si spengono e riaccendono, che ha pianeti che vanno e vengono, leggi ed equilibri   perfetti con regole matematicamente determinate, mondi imprecisati…

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RANA BOLLITA

Ci si sta abituando al lento declino della sanità pubblica   nella indifferenza generale. È il principio della “rana bollita” di Noam Chomsky, filosofo, statunitense : la rana  immersa in acqua bollente, salta fuori immediatamente dalla pentola, ma posta in acqua fredda riscaldata  lentamente, dapprima si adatta, ma quando bolle, stremata, non ce la fa  a uscire e finisce inevitabilmente bollita …

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Accanimento terapeutico

Chi vuole fare bene il medico, sa che il suo” fare” ha nel rapporto medico-paziente il “primum movens” della sua professione. Un rapporto in cui la persona sofferente e bisognosa si rivolge all’altro,esperto e sapiente, per trovare risposta ai suoi dubbi ,conforto alle preoccupazioni e ai disagi della malattia.

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