C’è silenzio e silenzio. C’è quello che ricerchi per stare solo, c’è quello che ritrovi casualmente e c’è anche quello obbligato tipo quello della maestra a scuola. Un silenzio, dunque, subìto e un silenzio ricercato, un silenzio contemplativo davanti a un panorama e un silenzio meditativo, dove in intimità si muovono pensieri, emozioni, ricordi, nostalgie sensazioni. Un silenzio in cui rivai e fai bilanci. Un silenzio, in cui ti fai domande e cerchi i perché. Perché ai quali non è facile rispondere. Ripensi al bello che hai avuto, ma anche a quelle prove dure che ti hanno sconvolto la vita. Comprendi che non hai risposte umane a quello che ti accade, che dopo eventi drammatici la tua vita non potrà più essere la stessa e i tuoi Credo vacillano. Cerchi di elaborare un futuro, ma c’è un vuoto e pensi con nostalgia a quando avevi fede in un “Rapporto Muto” di confidenza che ti dava pace. Nel silenzio della notte sperimenti la voglia dell’altro. Dell’altro umano (affetti, amicizie, amori defunti) ma anche dell’Altro, con la A maiuscola. Un fatto che riempirebbe quella tua solitudine. E allora continui a cercare e questa tua ricerca è già preghiera.
Dr. Alberto Scanni
Ex Direttore Istituto dei Tumori Milano
Editorialista Corriere della Sera