Editoriale febbraio 2026

…Si riparte!

Le vicende del sito AMCI Milano nascono lontano nei primi anni 2000 per l’intuizione e l’impulso di Giorgio Lambertenghi, mio illustre predecessore alla guida di una sezione culturalmente molto florida, con l’obiettivo di aprirsi ad una comunicazione in modo innovativo. Radicata in una forte presenza medica accademica e ancora permeata dal contesto “naturaliter cristiano” della società l’AMCI stava tuttavia vivendo, insieme alla Chiesa tutta, i primi segnali di una profonda trasformazione. L’esperienza del sito si esaurì con il cambio degli Organi direttivi dell’associazione e venne poi ripresa nel 2017 all’esordio della mia presidenza registrando eventi e iniziative in presenza per almeno 5 anni (un patrimonio prezioso che oggi tornerà alla luce). La successiva devastante esperienza del Covid, la crisi di adesioni e presenze associative e fors’anche la semplice idea che del sito se ne poteva fare a meno ci hanno lentamente contagiato spegnendo gradualmente la necessità di una sua presenza, privilegiando i tradizionali metodi comunicativi.

Ci accorgiamo tuttavia che in una società decisamente più pagana o quantomeno distratta e indifferente, nel contesto di una medicina profondamente cambiata, anche l’AMCI del terzo millennio, con la sua storia luminosa, saprà essere ancora rilevante se utilizza gli strumenti consueti e accessibili della nostra vita professionale. Il suo compito resta immutato: ribadire con fermezza i caposaldi di una medicina umana ricercando dialogo e confronto col vasto pubblico laico in cui siamo immersi. Le questioni bioetiche pressanti, le derive ideologiche e una certa superficialità dilagante impongono infatti luoghi di riflessione, di elaborazione di pensiero, di discernimento.

Ecco dunque il motivo del rilancio del nostro sito: testimoniare con chiarezza esplicita, ma rispettosa la nostra posizione riguardo alla vita, alla cura, alla dignità di ogni uomo e al suo insopprimibile bisogno di spiritualità che lo contraddistingue. E’ chiaramente una posizione fondata sul Vangelo e sul Magistero della Chiesa, ma che in primis si richiama a una profonda umanità condivisa tra chi cura e chi è curato e alla quale offrire segni di speranza. L’ambizione è di incrociare quanti (associazioni e sanitari, tanti nella nostra città!) credono e si adoperano per una medicina umana e di offrire motivi di speranza e di senso a chi è sfiduciato e disilluso.

Un richiamo a “leggere i segni dei tempi”, oggi ancor più complessi e contradditori, già indicato dal Vaticano II 60 anni fa, rileggendo in essi i segni di speranza e di salvezza di un Dio che abita la storia dell’uomo. La sfida di una Chiesa in uscita, eredità di papa Francesco, capace di uscire dalle sacrestie per incrociare in modo non devozionale, e nell’ottica della sinodalità, il mondo sanitario nella cura ordinaria, nella straordinaria evoluzione tecno-scientifica e nei nuovi percorsi di bioetica dentro quello statuto di umanità che tutti accomuna e che precede l’essere medico e cattolico.

Sono lieto dunque di ridare un nuovo benvenuto al sito AMCI Milano, che sarà tanto più ricco e attivo quanto più ciascuno di voi che si imbatterà in esso troverà non tanto risposte preconfezionate, ma opportunità di maturare un pensiero serio sui temi della salute e della sanità, come il nostro Arcivescovo Mario Delpini spesso ci ha provocato invitandoci ad una responsabilità condivisa (“Autorizzati a pensare”, Lettera alla Città, 2018).

Alberto Cozzi, Presidente sezione AMCI Santa Gianna Beretta Molla